
Ciao don Enrico, sei pronto per partire, ora mai mancano solo quattro mesi, non sei un po’ emozionato?
Ti confesso che sono molto tranquillo. Per diversi motivi non mi sta preoccupando più di tanto la partenza per l’Africa. Il primo motivo è molto semplice: le varie attività della parrocchia non mi lasciano molto tempo per pensare e riflettere su quello che mi sta accadendo. Il secondo è che credo che esista una grazia che venga da Dio che mi fa essere sereno sulla scelta che ho fatto. Il terzo motivo è dato dal fatto che non mi sento assolutamente solo in questa nuova avventura. Ci sono tante persone che mi stanno vicino e che mi stanno aiutando.
Non hai paura di lasciare tante cose qui in Italia, tante comodità?
Questa domanda mi rammarica un po’ ,perché ho sempre pensato di essere una persona libera, e invece, in questi mesi mi sono accorto che sono legato a mille cose e comodità. Ho come l’impressione che noi gente del primo mondo ci siamo un po’ troppo attaccati alle cose dimenticando che esistono valori molto più importanti di una televisione, o di un cellulare, o di …… Penso che siamo diventati schiavi di queste cose fino al punto di considerare assurdo lasciarle. Ci siamo seduti un po’ troppo sui nostri comodi divani fino al punto di non poterci più rialzare. È per questo che, anche se con un po’ di fatica, lascio volentieri tutto quello che ho qua sapendo che troverò sicuramente qualcosa di più bello. Sono già stato in Africa due volte e non mi è assolutamente dispiaciuto lasciare le comodità italiane per incontrare della gente molto accogliente.
Chi troverai giù nella missione?
Ora nella missione di Usokami ci sono due preti di Bologna: don Marco Dalla Casa, che stà concludendo i dieci anni da prete Fidei Donum e quindi l’anno prossimo rientrerà a Bologna, e poi c’è don Davide Marcheselli, che è giù in Africa da 4 anni. Inoltre alla missione ci sono le suore delle Minime dell’Addolorata e ci sono anche diversi volontari che si sono resi disponibili a questo servizio per la missione.
Che problemi pensi di trovare ad Usokami?
Sono sicuro che ci saranno diversi problemi da affrontare (la lingua Swaili, lo scontro con una povertà estrema, la piaga dell’AIDS, e altri), ma credo che non sia buono pensare ai problemi ancor prima di partire. Come dice il proverbio: non fasciarti la testa prima di essertela rotta.
Cosa vuoi dire ai parrocchiani della B.V.I.?
Vorrei ringraziarli per la loro bellissima accoglienza e disponibilità che mi hanno dimostrato in questi tre anni assieme. Vorrei ricordargli che ho comunque bisogno di loro e che quindi non si libereranno molto facilmente di me. Cercherò di essere il più possibile in contatto con le e-mail per raccontare questa nuova avventura che non sento solo mia ma di tutta la comunità.
In fine vorrei invitare tutti i parrocchiani ad un incontro il 28 di maggio in parrocchia alle 21,00 dove due persone (don Marcello Galletti e Paola Ghini) racconteranno e spiegheranno cos’è la missione di Usokami.