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Giornata Mondiale dei Poveri “Tendi la mano al povero” (Sir 7,32).

pubblicato 14 nov 2020, 05:15 da Parrocchia BVI   [ aggiornato il 14 nov 2020, 14:44 da Giovanni Vignali ]

È giunta alla sua IV celebrazione. Come espresso dal Messaggio di Papa Francesco reso pubblico lo scorso 13 giugno, memoria liturgica di s. Antonio da Padova, il tema della Giornata si articola intorno all’espressione biblica: “Tendi la mano al povero” (Sir 7,32). Con uno sguardo lungimirante, Papa Francesco ha voluto sottolineare l’urgenza a cui la pandemia per Covid-19 ha sottoposto il mondo intero. Riprendere tra le mani alcune espressioni di quel testo può aiutare a comprendere le iniziative prese per offrire un segno concreto di assistenza e sostegno alle sempre più numerose famiglie che si trovano in una oggettiva difficoltà

Tendere la mano è un segno: un segno che richiama immediatamente alla prossimità, alla solidarietà, all’amore. In questi mesi, nei quali il mondo intero è stato come sopraffatto da un virus che ha portato dolore e morte, sconforto e smarrimento, quante mani tese abbiamo potuto vedere! La mano tesa del medico… dell’infermiera e dell’infermiere… di chi lavora nell’amministrazione… del farmacista… del sacerdote. La mano tesa del volontario che soccorre chi vive per strada e quanti, pur avendo un tetto, non hanno da mangiare. La mano tesa di uomini e donne che lavorano per offrire servizi essenziali e sicurezza. E altre mani tese potremmo ancora descrivere fino a comporre una litania di opere di bene. Tutte queste mani hanno sfidato il contagio e la paura pur di dare sostegno e consolazione”. Il Papa continua dicendo: “Questo è un tempo favorevole per sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo”. La Giornata Mondiale dei Poveri permane come un per mantenere vivo il senso di attenzione e di fraternità nei confronti delle persone più emarginate e disagiate. La preghiera personale e comunitaria non può mai mancare perché la testimonianza possa essere piena ed efficace

Scrive il Papa: “‘In tutte le tue azioni, ricordati della tua fine’ (Sir 7,36)… Il testo si presta a una duplice interpretazione. La prima fa emergere che abbiamo bisogno di tenere sempre presente la fine della nostra esistenza. Ricordarsi il destino comune può essere di aiuto per condurre una vita all’insegna dell’attenzione a chi è più povero e non ha avuto le stesse nostre possibilità. Esiste anche una seconda interpretazione… È il fine della nostra vita che richiede un progetto da realizzare e un cammino da compiere senza stancarsi. Ebbene, il fine di ogni nostra azione non può essere altro che l’amore… Questo amore è condivisione, dedizione e servizio, ma comincia dalla scoperta di essere noi per primi amati e risvegliati all’amore. Questo fine appare nel momento in cui il bambino si incontra con il sorriso della mamma e si sente amato per il fatto stesso di esistere. Anche un sorriso che condividiamo con il povero è sorgente di amore e permette di vivere nella gioia. La mano tesa, allora, possa sempre arricchirsi del sorriso di chi non fa pesare la propria presenza e l’aiuto che offre, ma gioisce solo di vivere lo stile dei discepoli di Cristo”.

Piccolo diario, piccolo pro memoria (n°6)

Domenica scorsa la Messa delle 18 ha visto ancora una volta la presenza di alcuni ragazzi e ragazze del Post Cresima: l’incontro con Cristo Risorto caratterizza la Domenica, giorno del Signore. Si continui, nella preghiera, a cogliere i suggerimenti che Lo Spirito suggerisce per vivere questo tempo- sempre di Grazia – che ci chiede di camminare non per abitudine ma alla ricerca del bene possibile. Nel pomeriggio un gruppetto si è anche trovato per continuare le riflessioni iniziate la scorsa settimana. 

Martedì coro per preparare le celebrazioni festive. Ricordiamoci che ogni celebrazione vede il riunirsi nell'attesa della venuta del Signore: siamo esortati dall'Apostolo a cantare insieme salmi, inni e cantici spirituali (cf Col 3, 16). Infatti il canto è segno della gioia del cuore (cf At 2, 46). Perciò dice molto bene sant'Agostino: «Il cantare è proprio di chi ama», e già dall'antichità si formò il detto: «Chi canta bene, prega due volte». Nelle celebrazioni si dia quindi grande importanza al canto, tenuto conto della diversità culturale, di età, di capacità canora dei partecipanti all’assemblea liturgica.. 

Mercoledì incontro consiglio pastorale. Degli argomenti all’ordine del giorno ci si è limitati, per dare a tutti i partecipanti di esprimersi, solo da una varia e al primo punto. La varia riguarda la celebrazione della solennità di Cristo Re nella Messa delle h. 11 presieduta dal Cardinal Matteo Zuppi. Si osserveranno le norme di distanziamento sociale previste per le celebrazioni religiose. Oltre con la presenza in chiesa si potrà partecipare alla celebrazione anche dal salone e dalla palestra tramite maxischermi; a chi desidera verrà portata l’Eucarestia e al termine della celebrazione il cardinale passerà a salutare. Nei prossimi giorni verranno date indicazioni più precise e si troveranno scritte nelle bacheche poste in chiesa, davanti alla segreteria e nel sito parrocchiale. 

L’altro punto trattato è stato la celebrazione della solennità dell’Immacolata, patrona della parrocchia. Molte e interessanti le proposte perché si viva nella fede, nella speranza e nella carità questo evento che è sempre stimolo per ritrovarsi confermandosi nelle virtù teologali che animano e sostengo il nostro essere Chiesa in uscita. Condividiamo le fragilità di tutti e, con tanta umiltà, ci vorremo avvicinare alle fragilità di tutti gli abitanti del quartiere.

Giovedì coordinamento tra Caritas parrocchiali e servizi sociali della zona. La persona, con le sue situazioni familiari è al centro dell’essere Caritas, come è al centro dei servizi sociali proposti dalla società civile; il bene dei soggetti – che non sono mai oggetto di intervento – esige la più ampia collaborazione di interventi mettendo a disposizione ciò che si ha. Alcune problematiche saranno affrontate in prima battuta dagli operatori Caritas della parrocchia ma poi i Consigli pastorali e affari economici saranno richiesti di loro pareri. 

Giovedì incontro con i capicorso della catechesi per i gruppi che frequentano le scuole elementari Rimando a quanto ieri hanno scritto i vescovi emiliani romagnoli. (Vale anche per il post Cresima e altri momenti formativi). 

 

< Carissimi, ci ritroviamo tutti di nuovo a dovere confrontare le nostre attività con questa grave ripresa della pandemia. Dobbiamo essere attenti al bene di tutti, del quale siamo responsabili e ridurre il più possibile le occasioni di diffusione del contagio.

Pertanto, fino al 3 dicembre, è possibile svolgere in presenza gli incontri di catechesi per l'iniziazione cristiana dei bambini e dei ragazzi, ottemperando scrupolosamente tutti i requisiti richiesti, cioè osservando i protocolli già noti ed evitando assolutamente incontri senza il distanziamento necessario. E’ conveniente sospendere gli incontri  in presenza di catechesi e formazione dalla secondaria di secondo grado in poi, preferendo in questa fase la modalità on line. Nel caso si continui in presenza è necessario che siano ottemperate rigorosamente tutte le condizioni di sicurezza, tenendo gli incontri in ambienti grandi come ad esempio le chiese, con il rispetto dei requisiti come mascherina igienizzazione, personale e dei luoghi, distanziamento, posti assegnati. 

 Ringraziamo i presbiteri, i diaconi i religiosi e le religiose e in particolare i catechisti ed educatori che continuano in questa situazione così difficile a prendersi cura della crescita nella fede dei più piccoli. 

Come avvenuto nei mesi passati non mancherà la creatività che permette di garantire il legame e la formazione anche a distanza, anche assistendo da remoto le famiglie che con noi sono responsabili della trasmissione della fede ai loro figli. 

Siamo certi che con unità e perseveranza sapremo aiutare a sconfiggere la pandemia. Il Signore protegga tutti e doni guarigione a chi è colpito dal virus.> 

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