Mc 4, 1-34
L’INSEGNAMENTO DI GESU’ IN PARABOLE:
accogliere la sapienza del Regno o rifiutarla.
In questa parte del Vangelo di Marco si inaugura la narrazione delle parabole.
Le parabole non possono essere descritte semplicemente come un insegnamento né possono essere considerate completamente chiare da chi le ascolta.
La parabola risulta limitata nel descrivere qualcosa di straordinario come l’incontro e il rapporto con Dio quindi risulta difficile e non chiara. Nelle parabole vi è una rivelazione di Dio ma al tempo stesso è richiesta la disponibilità dell’ascoltatore perché la parola si adempia “…e un’altra cadde sulla terra buona, diede frutto che spuntò e crebbe, e rese ora il trenta ora il sessanta e ora il cento per uno…”. La parabola vuole essere un momento di verifica e di riflessione per chi si è messo alla sequela di Gesù.
E opportuno chiedersi: la Parola è per me un metro di giudizio nella mia quotidianità?Lascio lavorare la Parola del Signore dentro di me oppure l’ascolto in maniera asettica?Che tipologia di terreno sono per il seminatore?
La parabola del seme (26-29) ci incoraggia. Per quanto la tipologia del terreno sia importante per la riuscita della semina, parzialmente il seme cresce in maniera autonoma. La Parola possiede una potenza tale da riuscire a lavorare in noi anche se non collaboriamo “Ogni mia parola non ritornerà a me senza operare quanto desidero, senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata…”. Se ascolto la Parola e la lascio agire in me questa produrrà grandi frutti fino a giungere al periodo della mietitura.
E’ necessario non dimenticare mai che il nostro portare frutto è inscindibile da un contesto comunitario. Per fare questo bisogna in primis superare l’ottica individualistica che invade un po’ tutti i settori della nostra società e in seconda istanza ricordare che la fede è vita comunitaria e che ciò che viene seminato in me aiuta a far crescere anche il mio fratello.
La parabola del granello di senapa riporta la nostra attenzione all’importanza del Regno troppo spesso dimenticato perché non considerato importante ma una cosa tra le tante. Ricordare l’importanza e la potenza del Regno significa riempire la nostra vita di significato. Spesso rischiamo di sottovalutare i doni che il Signore ci fa, la Parola, il Regno… ci vengono mostrati tanti esempi di semine senza frutto nell’AT. Solo riscoprendo l’importanza di queste cose potremo fare una scelta radicale che sconvolgerà e travolgerà la nostra esistenza.
Alessia B.
Giovani Grandi: Sintesi Incontro 27/11/2007
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