Giovani Grandi: Sintesi Incontro 15/01/2008

Con il brano di Marco 6, 30-44 si inaugura la cosiddetta sezione del pane che segue e completa la parte dedicata al discorso missionario. Il brano infatti comincia proprio da lì: dal ritorno degli apostoli dall'attività di annuncio a cui Gesù li ha inviati..a due a due, senza pane nè bisaccia nè denaro nella borsa.
Gesù raduna dunque i suoi discepoli al ritorno dalla missione perchè li vede stanchi, affaticati, e dice loro: Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po'. Gesù manifesta così una grande attenzione nei loro confronti: li osserva, si accorge della loro fatica, sa che dopo l'annuncio hanno bisogno di un attimo per riordinare le idee, per capire e intrepretare alla luce di Cristo tutto quello che hanno visto e sentito lungo il cammino.
E' un Dio che non li lascia soli, che ha cura di loro, che si accorge della loro fatica e prepara per loro riposo e pace. Anche se questa poi no si potrà realizzare. Perchè la folla li segue, la folla è così insistente che intuisce dove sarebbero andati e li precede. Cerca Gesù con grande ardore e Lui non rimane impassibile davanti a questa ricerca.
"Gesù sbarcando vide molta folla e si commosse per loro perchè erano come pecore senza pastore". Gesù prova commozione per la folla che è intorno a lui, perchè vede che non hanno punti di riferimento, che sono persi, che lo cercano perchè hanno visto in lui una guida sicura, qualcuno che dà loro speranza. Si prende cura di loro insegnando tante cose e dando loro nuovamente una via da seguire, proprio come il Buon Pastore del Salmo 23. E decide di dare loro anche da mangiare, di nutrirli con il pane che egli ha predisposto per loro, con il pane che prelude all'eucarestia.
Gli apostoli sono coinvolti in prima persona in questa mensa che Gesù prepara per il suo "gregge": egli li invita a dare loro stessi da mangiare alla folla. Gli apostoli sono spaesati, non capiscono ciò che Gesù sta chiedendo loro e si incaponiscono sul numero mancante dei pani e dei pesci o sui soldi da dover spendere per andarne a comprare in quantità sufficiente per tutti.
Gesù li sta invitando a mettersi in gioco: anche questo diviene una parte fondamentale della missione che gli apostoli dovranno compiere. Ma loro non capiscono, non colgono nemmeno i rimandi ai testi antichi [vd 2Re 4,42] che Gesù inserisce proprio per dimostrare loro che gli eventi predetti dall'Antico Testamento si stanno verificando in Lui.
Non li lascia soli: provvede dunque lui alla Mensa. E il cibo è tanto, è addirittura sovrabbondante in grande misura. Quasi a dire che la Grazia di Dio che si manifesta nel vero pane che salva è grande come l'amore di Dio. Ma gli Apostoli non capiranno ancora, anzi crescerà in loro lo stupore.
Molti spunti sono derivati dalla lettura di questo brano: spunti riguardo al nostro bisogno (spesso carente) di ritirarci con Gesù, di trovare spazio per riposare con il Signore. Abbiamo notato che spesso i tempi di Gesù non sono i nostri: anche se c'è bisogno di riposo dalla missione la folla non permette questo. Questo a volte accade anche nella nostra vita. Ci siamo posti domande sulla nostra dose di preghiera quotidiana, sul posto che ha Gesù nella nostra giornata. Sull'importanza dell'Eucarestia, che è ciò che nutre lungo il cammino. Sulla nostra presunta inadeguatezza nell'annuncio e sulla nostra capacità di intuire ciò che Gesù ci chiede, proprio come accade agli apostoli.
Ci siamo anche domandati se la "folla" di oggi cerca Gesù o piuttosto lo scaccia, e in che modo questo influisce sulla nostra vita di credenti.
Il tutto con la certezza di fondo, tratta anche da questo brano, che il Buon Pastore segua il nostro cammino ogni giorno e proprio come accade con gli apostoli, sappia ri-indirezzare i nostri passi verso la via giusta, anche e soprattutto nella nostra "missione" di credenti.
Chiara