Giovani Grandi: Sintesi Incontro 11/12/2007

Incontro del 11 Dicembre 2007 Mc 5,1-20
Durante l’incontro dell’11 dicembre abbiamo letto e meditato l’episodio dell’indemoniato di Gerasa (Mc 5,1-20) e la parte iniziale del capitolo 6 del Vangelo. Gesù giunge in territorio pagano e, non appena scende dalla barca, gli viene incontro un uomo indemoniato. Abbiamo riflettuto sul fatto che l’indemoniato rappresenta l’uomo di tutti i tempi che, sotto il potere di satana e del peccato, si comporta come un pazzo, infrange i “ceppi”, ossia le leggi di Dio, si percuote con i “sassi”, distruggendo in questo modo l’immagine di Dio in lui, fino a rasentare la morte. Abbiamo fatto anche un riferimento all’episodio della Genesi in cui Adamo ed Eva, dopo la seduzione da parte del serpente, si vedono nudi, in quanto colpevoli di aver commesso il peccato, e si coprono perché hanno vergogna di farsi vedere da Dio. Nel caso dell’indemoniato avviene il contrario: l’uomo peccatore che incontra Gesù Cristo viene rivestito della sua grazia santificante (era “seduto, vestito e sano di mente”). Gesù entra nella storia per sconfiggere non solo il peccato ma anche satana, l’origine del peccato, e per restituire all’uomo la sua dignità di figlio di Dio. Riflettendo, poi, sull’esorcismo operato da Gesù, abbiamo sottolineato che la cacciata degli spiriti immondi dall’uomo provoca un grave danno economico alla popolazione del luogo; infatti i porci in cui erano entrati gli spiriti si buttano giù dalla rupe e muoiono affogati. La popolazione del luogo ha una reazione che è tipica di molti uomini del nostro tempo: essi rifiutano Gesù. Anche gli uomini di oggi per non perdere il proprio prestigio e le proprie ricchezze non esitano a “scacciare” Gesù dalla loro vita, convinti di potersi salvare da soli. Al contrario, l’uomo guarito vuole seguire Gesù e diventare uno dei suoi. A questo punto abbiamo meditato sulle parole di Gesù (“Va nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato” ) dicendo che ogni giorno incontriamo varie difficoltà ad annunciare la parola di Dio agli altri perché il mondo rifiuta Cristo e si scandalizza di lui. Tuttavia, noi cristiani non dobbiamo scoraggiarci ma dobbiamo essere perseveranti nella fede e nell’annuncio di Cristo senza alcun timore degli oppositori ( Dio dice a Geremia: “non spaventarti alla loro vista, altrimenti ti farò temere davanti a loro”). Alla fine abbiamo considerato il comportamento dei compaesani di Gesù a Nazareth. La gente si scandalizza di lui, delle sue parole, e delle sue opere. Gesù è oggetto di scandalo non per la sua grandezza ma perché è un essere modesto come gli altri; è un uomo attorno al quale ci sono i suoi parenti. Tutto ciò si verifica anche nel nostro tempo. E Gesù si stupisce di tanta incredulità, tanto che non può operare i miracoli.
Osvaldo G.