"Questo é il giorno che ha fatto il Signore"
"Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso" (Salmo 118,24). Così recita un antico Salmo e così canta la Chiesa alla Domenica.
La Domenica è il giorno del Signore, è il giorno che appartiene a Dio e che esprime la novità del mistero cristiano.
Ogni Domenica viene proposto alla Chiesa l'evento della morte e della risurrezione di Gesù Cristo, evento da cui sgorga la salvezza del mondo.
Infatti i cristiani si radunano in assemblea per manifestare la propria fede nella Pasqua riconoscendo Gesù presente nell'Eucaristia.
La Domenica quindi è la celebrazione della presenza viva di Gesù nella Chiesa: "lo sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo" (Mt 28,20). E' proprio nella Messa domenicale che i cristiani rivivono in modo particolarmente intenso l'esperienza fatta dagli Apostoli a Pasqua: è da quella prima domenica che i cristiani si radunano e si formano alla scuola della parola di Dio.
Il senso della comunità parrocchiale fiorisce soprattutto nella celebrazione comunitaria della Messa domenicale.
La Domenica vissuta cristianamente è sorgente di speranza e di luce: nel radunarsi la Chiesa intende accogliere e fare proprie tutte le gioie e le speranze degli uomini d'oggi manifestando così di essere sacramento, ossia segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano.
Certamente la situazione in cui noi viviamo presenta diverse difficoltà nei confronti di una celebrazione viva e profonda della Domenica cristiana: non è più il primo giorno della settimana ma il fine della settimana, un contenitore dai tantissimi significati: giorno di svago e di evasione, giorno di gite e di "fuga" dai ritmi frenetici della città, giorno di mercato e di consumismo.
Incide sulla situazione presente anche un diffuso individualismo religioso, la fatica a rinnovare lo stile e l'intensità delle celebrazioni e una pigrizia e indifferenza spirituale.
Di fronte a tutto ciò siamo invitati a riscoprire la bellezza della Domenica come giorno del Signore e giorno della Chiesa.
Giovanni Paolo II si augura che "gli uomini e le donne del terzo millennio, incontrando la Chiesa che ogni domenica celebra gioiosamente il mistero da cui attinge tutta la sua vita, possano incontrare lo stesso Cristo risorto. E i suoi discepoli, rinnovandosi costantemente nel memoriale settimanale della Pasqua, siano annunciatori sempre più credibili del Vangelo che salva e costruttori operosi della civiltà dell'amore".
Don Pietro Giuseppe Scotti, parroco
