Editoriale: Dicembre 2003

Il Saluto del nuovo Parroco
“Gesù camminava con loro”

“Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita - poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi, - quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.” (1 Gv 1,1-4)

Le parole dell’apostolo S. Giovanni esprimono il significato della vita cristiana: accogliere, vivere e annunciare Gesù Cristo, la Vita Eterna che si è resa visibile in mezzo a noi. Questo è il centro del messaggio del vangelo: il Padre ci ha amati da sempre con amore gratuito e universale, un amore che ha attraversato la storia fino alla pienezza dei tempi quando si è fatto carne in Gesù.

È in Cristo, morto e risorto, che nascono l’alleanza tra Dio e l’umanità e una nuova comunione tra gli uomini.

Solo ammirando questo eterno disegno possiamo comprendere la nostra esistenza. Solo all’interno di questo progetto di salvezza possiamo comprendere la mia presenza come parroco in mezzo a tutti voi.

È difficile per me, in questo momento, tracciare un filo rosso che possa collegare tutte le esperienze che come uomo e come prete mi hanno portato qui. Forse solo il tempo ci aiuterà a scorgere dietro le quinte la mano discreta e la voce silenziosa di Gesù.

Dopo gli anni del Seminario, vissuti nella preparazione e nell’attesa, e l’esperienza diaconale a Castelfranco Emilia, i primi anni del mio sacerdozio sono trascorsi proprio in questa Parrocchia della Beata Vergine Immacolata. Anni di cui conservo ricordi intensi e preziosi: le prime esperienze pastorali, i rapporti con i giovani, le famiglie, vissuti come i primi passi di un bambino che deve diventare grande e imparare a camminare. Dopo quattro anni sono stato chiamato, sempre come viceparroco, a servire la parrocchia di Calderara di Reno. È stata un’esperienza molto diversa che è servita a rivedere e approfondire la vocazione cristiana e sacerdotale. Credo sia esperienza di tutti, preti e sposati, dopo i primi anni, accorgersi di cose che vanno superate, di altre che vanno approfondite, e di altre ancora che vanno lasciate. E’ un po’ come il bambino che dopo i primi passi incomincia a camminare più sicuro, e che sa rialzarsi quando cade. Passano altri sei anni e ancora un altro cambiamento: parroco a Sala Bolognese. Il bambino che sta crescendo ora è chiamato a camminare in modo ancora più coraggioso. Gli anni trascorsi a Sala, anche se pochi, neanche quattro, sono stati intensi e belli. Un senso di accoglienza fraterna e reciproca ha accompagnato questa prima esperienza da parroco. Credo che mi rimarranno sempre impressi il desiderio di crescere nella fede dei “salesi” e la voglia di costruire nuove esperienze comunitarie.

Questo è il sentiero che mi ha portato fino a qui. Ma in questo cammino non sono mai stato solo: sono stato accompagnato dal Signore Gesù, continuamente riscoperto come via, verità e vita, e dalla Vergine Maria (tutte le Parrocchia in cui sono stato sono dedicate alla Madonna).

Ricordo e ringrazio particolarmente don Leonardo Leonardi che per vent’anni è stato pastore in questa comunità e che mi ha accompagnato i primi anni di sacerdozio, e don Francesco Cuppini, parroco a Calderara.

Ringrazio le comunità, le tante persone con cui ho condiviso un pezzo di strada: incontri, volti, parole, storie che si sono intrecciate con la mia storia fino a diventare la nostra storia.

Ora mi sento un po’ come il bambino che è cresciuto, che ha imparato a camminare e a scegliere l’andatura giusta e che si trova ora a iniziare la corsa. Ci sono tutti i sentimenti di colui che è sui blocchi di partenza: non può tornare indietro, sa che è lì perché si è preparato con anni di allenamento, sa che deve partire e sa che solo mettendosi in cammino potrà raggiungere la meta.

Al di là dell’immagine sportiva vorrei ora mettere i nostri primi passi nelle mani del Signore, il Dio che mantiene le sue promesse di salvezza e di liberazione e che non delude mai chi si affida totalmente a lui, e della Vergine Maria, la donna Immacolata che ha saputo rintracciare in ogni istante della sua vita la presenza illuminante e consolante dello Spirito.

Un saluto fraterno e affettuoso a tutti voi con i quali inizieremo a condividere il cammino cristiano e umano in questa parrocchia facendo esperienza concreta della Chiesa, sposa di Cristo e madre nostra, nonostante i nostri difetti e le nostre debolezze.

Non è tanto importante fare dei buoni propositi o dei grandi progetti ma avere l’umiltà di lasciarsi guidare dalla Parola di Gesù, dall’Amore gratuito del Padre accogliendo i doni dello Spirito.

Lasciamo che Gesù inizi a camminare con noi per potere rivivere l’esperienza intensa dei due discepoli di Emmaus che, dopo avere incontrato il Signore Gesù risorto nello spezzare il pane dell’Eucaristia, si misero a correre per annunciarlo con gioia a tutti: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto».

don Pietro Giuseppe Scotti