E' arrivato don Andrea

Carissimi parrocchiani della BVI,
il 15 settembre 2007, come sapete, ho ricevuto per l'imposizione delle mani dell'Arcivescovo l'Ordinazione Presbiterale. Loccasione di questo articolo mi è prooizia per ringraziare di cuore tutti voi per la vostra presenza in cattedrale, per la stima e l'affetto che mi avete dimostrato in questa occasione e anche durante tutto l'anno di diaconato che ho trascorso con voi. Con molta gioia ho appreso la mia nomina a cappellano qui alla BVI, succedendo a don Enrico che ricordo con affetto e ringrazio per ciò che ha testimoniato e sta testimoniando a me e a noi tutti.
E' il caso, forse, di dire qualcosa di me e del mio pensiero circa il servizio che mi appresto a svolgere.
Fino ai 28 anni, quando cioè ho deciso di entrare in Seminario, ho condotto una vita del tutto "normale". Diplomato Perito Turistico, dopo il servizio militare ho lavorato presso un'agenzia Viaggi. Un mestiere che ho svolto volentieri anche per il clima bello che c'era con i colleghi.
Ho frequentato la mia Parrocchia di S. Giacomo Fuori le Mura nella quale sono stato educatore di un gruppo di adolescenti e poi giovani. Anche la frequenza dell'Azione Cattolica con i campi e le varie esperienze formative ha contribuito a farmi maturare nella fede.
La vocazione al sacerdozio è nata dentro la vita ordinaria di tutti i giorni grazie anche all'incontro di alcuni preti che mi hanno aiutato a fare discernimento e che mi hanno presentato la vita del prete bella e "adatta a me". Questi primi passi di Ministero che sto svolgendo qui con voi sono molto ricchi perché il dono che ho ricevuto sta prendendo sempre più "forma e figura" giorno dopo giorno.
In effetti in tutti questi anni di formazione in Seminario mi sono più e più volte interrogato su quale figura è e quale dovrebbe essere il prete oggi. Devo ammettere che il ministero diaconale che ho vissuto mi ha aiutato molto a fare chiarezza. Infatti il Presbiterato poggia proprio su questo e in un certo senso lo comprende sviluppandolo ulteriormente. Quando Gesù ha istituito e fondato la sua Chiesa l'ha pensata e voluta "diaconale" ovvero una comunità di fratelli che si servono ed edificano vicendevolmente. Lui stesso lo afferma: 'Allora Gesù, chiamatili a sé (gli apostoli), disse loro: voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell'uomo, intatti, non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti" (Mc. 10, 42-45). Gesù, quindi, è "il diacono", owero il "servo" per eccellenza che ha comunicato questa diaconia anche agli apostoli che l'hanno estesa a tutta la Chiesa. La vita di Gesù e di coloro che l'hanno seguito è stata una vita votata completamente al servizio della gente che incontrava sul suo cammino attraverso l'annuncio del Regno di Dio e della Parola di Salvezza, guarendo ogni sorta di malattia del corpo e dello spirito. Questa è la Chiesa che Gesù vuole e sogna, in cui ognuno è posto al centro dagli altri ed è così servito e amato proprio come ha fatto il Signore.
Il presbitero, quindi, è fra tutti i fedeli colui che è chiamato a guidare ed edificare attraverso i Sacramenti e la Parola questa "Chiesa ministeriale" ponendosi a servizio di tutti soprattutto dei "privilegiati" del Signore che sono i sofferenti, i poveri, gli esclusi dalla nostra società, ma che nel Regno saranno e sono già i primi.
Credo dunque che si debba chiedere al Signore di poter attuare cominciando da me questo suo progetto nella nostra Comunità, un progetto che si scontra con la nostra mentalità umana spesso incline a seguire direzioni diverse, quando non opposte. Consola però il fatto che il Signore è al nostro fianco, e che è Lui il vero pastore che ci guida e che non ci lascia mai soli.
Un saluto affettuoso a tutti e buon cammino !
Don Andrea

dal Bollettino Parrocchiale di Dicembre 2007