BICI 3 – AUTO 1
Se l’italiano è pigro, il bolognese lo è ancora di più. Se il bolognese è pigro, lo è ancora di più il giovane di periferia della bvi, abituato fin da piccolo ad essere scorrazzato in qua e in là in auto dal genitore, così viziato da considerare fatica eccessiva una passeggiata o cinque minuti di spostamento a piedi. Oltre ad essere pigro e viziato il giovane del piazzale è perennemente in ritardo, rincorrendo sempre mille impegni. Ed ecco che, raggiunta la soglia dei 18 anni, l’auto pare la soluzione dei propri problemi. Comodi, al caldo in inverno e al fresco d’estate, senza un minimo di fatica, sfogando la propria repressione insultando gli altri automobilisti senza essere uditi, si possono raggiungere le proprie mete, ma sempre rigorosamente in ritardo. Ed ecco che il percorso via della Barca-piazzale o via Quirino di Marzio-piazzale non può che essere compiuto su quattro ruote, mentre Felice Matteucci (co-inventore del motore a combustione interna NDR) si rivolta nella tomba.
In tutto ciò la bicicletta viene declassata da mezzo di trasporto ad attrezzo per attività sportiva. Ma la bicicletta è prima di tutto un mezzo di trasporto. Ne faremo qui un’apologia. In particolare vogliamo difendere ed incentivare l’uso della bicicletta negli spostamenti quotidiani, prendendo come esempio il tragitto tra piazzale e centro storico (4,6 km NDR).
In questo confronto tra auto e bicicletta, non vogliamo utilizzare tediose argomentazioni etiche, che pure dovrebbero avere un ruolo da protagonista in una tale discussione, ma ci limiteremo ad argomentazioni pratiche, che, ad una prima impressione, dovrebbero essere appannaggio dell’auto.
Partiamo dai costi. Una bicicletta da città costa al più 100 euro, un’auto, minimo 12mila. Si può obiettare che l’auto è comunque indispensabile per andare in vacanza (aereo, treno?), andare in altre città (aereo, treno?) o per accompagnare persone anziane o disabili (taxi?). Anche accogliendo questa obiezione con un minimo di riserva, un uso quotidiano dell’auto comporta dei costi di manutenzione di diverse centinaia di euro l’anno, quello di una bici, al massimo di qualche decina. Poi, bisogna calcolare il costo della benzina (dai 30 ai 50 euro mensili) e quello dell’eventuale parcheggio, contro il costo zero delle proprie gambe. Infine, aggiungiamo bollo ed assicurazione. L’unico costo aggiuntivo per la bicicletta è la catena…Pare che sui costi non ci sia partita.
Analizziamo ora i tempi. Supponiamo che si debba andare/tornare dal lavoro o da scuola/università, quindi ci si muova in un’ora di punta. Il tempo di percorrenza in auto tra piazzale e centro città è variabile. Nelle ore di maggior traffico può essere anche di 20 minuti. Inoltre, se c’è un incidente da qualche parte (anche in tangenziale o autostrada), si è certi di fare tardi. Non contiamo poi il tempo perso a cercare parcheggio, spesso una decina di minuti. In bicicletta il tempo di percorrenza è indipendente dal traffico ed è di circa 15/20 minuti e non bisogna cercare parcheggio. Anche in questo caso l’auto non sembra avere alcun vantaggio.
Arriviamo poi alla comodità. Con l’auto, come con la bici, si parte da casa. Con l’auto, se si è fortunati si dispone di un parcheggio gratis nei pressi del posto di lavoro, altrimenti (ad esempio quando si va a fare shopping o altri tipi di commissioni) bisogna cercare parcheggio, spesso con molte difficoltà, spesso non molto vicino alla propria destinazione. Con la bici si può arrivare fin dentro la propria aula/ufficio/negozio. Con l’auto non si fatica, ma ci si innervosisce e ci si stressa in mezzo al traffico. Con una buona bicicletta dalle ruote grandi, con un’andatura calma e con l’abitudine non solo non si fatica, ma ci si rilassa, tanto più che Bologna è totalmente in pianura. Inoltre si fa una salutare e quotidiana attività fisica (e non sto qui ad elencarne i benefici). L’unico vantaggio dell’auto lo si ha in caso di temperature molto calde o molto fredde ed in caso di pioggia, anche se la bici si può sempre utilizzare con un adeguato abbigliamento. Per quanto riguarda la comodità si ha dunque un pareggio.
L’unico vero vantaggio dell’auto è la discriminazione delle bicicletta nella mobilità urbana, che rende lo spostarsi in bici spesso pericoloso od impossibile, anche se il codice della strada afferma il contrario: "la circolazione dei pedoni dei veicoli e degli animali" deve essere organizzata "perseguendo gli obiettivi di una razionale gestione della mobilità, della protezione dell'ambiente e del risparmio energetico".
Vivere senza auto, quindi, si può, è più economico, più salutare e non è né più scomodo né una perdita di tempo. Però, va contro il vizio, le abitudini ed il pensare comune.
Voi cosa ne pensate? Qualche argomentazione non vi convince? Usate la bici? Come cambiereste Bologna per renderla a misura di ciclista e non a misura di automobilista? Scrivete all’Aquilone!
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