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Parroco

Don Remo Borgatti


• Parroco in BVI dal 2016 ad oggi.

Don Remo BORGATTI è nato a Castello d'Argile il 12 luglio 1957 e ha studiato a Bologna presso il locale Seminario. 
Ordinato sacerdote il 15 settembre 1984, è stato Vice parroco nella Parrocchia di  S. Domenico Savio dal 1984 al 1991 e ha svolto l’incaricato di Vice Assistente diocesano dell'Azione Cattolica Ragazzi dal 1987 al 1991. 
Successivamente è stato Vice parroco a S. Lucia di Casalecchio dal 1991 al 1993, Parroco a Querciola e Amministratore a Bombiana dal 1993 al 2005, Parroco a Gaggio Montano dal 2001 al 2005, e Parroco di S. Maria Annunziata di Fossolo dal 2005 al 2016.

VENGO IN UNA COMUNITA’ BELLA!!!
Dio nostro Padre e Gesù Cristo nostro Signore diano a voi tutti grazia e pace. Dio vi ha amati e chiamati per appartenere a Gesù Cristo ed essere il suo popolo. Con queste parole l’apostolo Paolo saluta i cristiani della città di Roma. L’apostolo si prepara ad andare da loro, propriamente viene portato nella capitale dell’impero in catene a motivo della sua testimonianza su Gesù Signore. Paolo scrive questa lettera per presentare il vangelo che annuncia. Ho pensato di utilizzare l’inizio della sua lettera per salutarvi e augurare a tutti grazia e pace. Io però non vengo in catene.
Il Vescovo mi ha chiesto di venire da voi come vostro parroco e ho accettato con gioia e anche un po' di timore. Don Pier Giuseppe, don PG come dite voi, mi ha raccontato un po' la vostra comunità. Lo ringrazio per l’attenzione e l’amicizia che mi ha manifestato in questi incontri. So quanto lo stimate e volete bene: ho visto quanto lui vi vuole bene. Mi ha presentato una comunità ricca e bella: tante persone, tante iniziative, una comunità sempre in divenire. Mi piace molto l’edificio della vostra, della nostra chiesa, così essenziale nelle linee e accogliente nella disposizione: tutti attorno all’altare e alla Parola di Dio, sorgenti della pace e della grazia che sono i doni della Pasqua del Signore.
In questi giorni, preparandomi a venire tra voi, sto rileggendo l’esortazione apostolica di Papa Francesco “Evangelii gaudium”. Il Papa ha invitato i vescovi e le comunità italiane a studiarla bene per vivere questo momento storico.
A Firenze ci ha detto: “Si può dire che oggi non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca ”. Due testi vorrei rileggere con voi: “… sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la “mistica” di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio.”
Chiediamo al Signore che ci faccia comprendere la legge dell’amore. Che buona cosa è avere questa legge! Quanto ci fa bene amarci gli uni gli altri al di là di tutto! Sì, al di là di tutto! A ciascuno di noi è diretta l’esortazione paolina: «Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene» (Rm 12,21). E ancora: «Non stanchiamoci di fare il bene » (Gal 6,9). Vorrei chiedere al Signore tanti doni per me nel mio venire tra di voi… Sono tante le grazie che invoco dal Signore di ogni benedizione per ciascuno di voi… Queste parole del Papa però mi aiutano a sintetizzare. Il Signore ci aiuti a vivere un’esperienza di fraternità.
Belli i verbi che usa Francesco: vivere insieme, mescolarci, incontrarci, prenderci in braccio, appoggiarci, partecipare. Viene proposta l’immagine di una carovana, un po' caotica, ma solidale, in cammino. Il vocabolo “parrocchia” indica la carovana che cammino verso la terra promessa. Il Papa usa un’espressione forte: “mistica del vivere insieme”: un modo di relazionarci “che sa scoprire Dio in ogni essere umano, che sa sopportare le molestie del vivere insieme aggrappandosi all’amore di Dio, che sa aprire il cuore all’amore divino per cercare la felicità degli altri come la cerca il loro Padre buono”. Per fare questo dobbiamo comprendere e accogliere “la legge dell’amore”, che è il dono di Gesù risorto. E’ una legge che dobbiamo imparare a contemplare in Gesù, meditando la sua parola. Dall’eucaristia possiamo attingere la forza dello Spirito perché trasformi i nostri cuori spesso timorosi e chiusi. Maria Madre del Signore ci doni di vivere la Chiesa come una famiglia in cui ci si aiuta tutti, grandi e piccoli, ci si corregge con semplicità perché nessuno può puntare il dito, ci si sostiene perché condividendo i pesi tutto diventa più semplice... Il Signore ci benedica e faccia di ciascuno di noi una benedizione per l’altro.