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Ronda

 Tutti i Lunedì in via dei Mille verso le 21:30

LA STORIA DELLA RONDA….IN POCHE RIGHE

La ronda della Carità e della Solidarietà è stata fondata dal Sig. Paolo Coccheri di Firenze. Prima l’ha costituita a Firenze e poi ha esportato il suo progetto su base nazionale, facendolo approdare circa 20 anni fa a Bologna. Come in tutte le altre città, l’ha avviata reclutando i volontari e dando alcune linee guida su come poterla gestire e farla proseguire nel tempo, stando fianco a fianco coi primi volontari per circa un paio di mesi. Poi, come in ogni altra città, una volta che ha visto che i volontari erano pronti per poter proseguire da soli ha lasciato Bologna per chissà quale altra città. Nel corso degli anni i volontari hanno affinato il progetto, rendendolo sempre più fattibile per la nostra città, ascoltando le esigenze degli utenti e reclutando per quanto possibile nuovi volontari. Noi possiamo definirci la terza/quarta generazione di volontari. Alcuni di noi hanno avuto la fortuna di conoscere il Sig. Paolo Coccheri una domenica di dicembre di qualche anno fa quando venne a Bologna per festeggiare i 18 anni della Ronda della Carità e della Solidarietà di Bologna e per conoscere il gruppo dei volontari, nuovi e vecchi.

CHE COS’E’ LA RONDA DI BOLOGNA?
La Ronda è un gruppo di volontari che ogni lunedì sera si ritrova in via dei Mille verso le 21:30 per distribuire cibo, indumenti e coperte a persone bisognose. Non siamo un’associazione, né una onlus né tantomeno una ong, a noi piace definirci un gruppo di amici che dedica una sera libera alle persone che vivono ai margini della società.
Proprio per la natura dei volontari (vedi sotto) la Ronda è attiva da fine settembre-inizio ottobre fino a metà-fine luglio.

CHI SONO I VOLONTARI?
I volontari sono studenti universitari in sede o fuoriesce, lavoratori (dall’ingegnere al professore passando per la psicomotricità e la maestra d’asilo senza dimenticare l’infermiera o il giornalista freelance o l’antropologo o la dipendente pubblica), madri e padri di famiglia, mariti o mogli. Quindi anche l’età varia dai 18 anni del studente universitario ai quasi 40 del padre di famiglia.

A CHI E’ RIVOLTA LA RONDA?
La Ronda è rivolta a tutti i coloro che vivono ai margini della società, quali senzatetto, immigrati, tossicodipendenti o semplicemente persone che per un motivo o per un altro si trovano senza lavoro, senza famiglia o con la famiglia lontana e senza il diritto ad una pensione o ad una disoccupazione. Insomma a persone che vivono la strada o in strada.

COSA OFFRE LA RONDA?
I volontari della Ronda offrono cibo, generalmente pasta, panini, dolce e the caldo o freddo a seconda della stagione, indumenti e coperte. Ma il vero scopo della Ronda è quello di offrire alle persone un rapporto umano: una spalla su cui piangere, una mano da stringere, un sorriso d'accoglienza, un abbraccio di fraternità, una chiacchierata da condividere come si fa tra amici. Il cibo, il vestito o la coperta è solo il pretesto per rompere il muro della diffidenza, per avvicinare le persone e tra un piatto di pasta e un panino riuscire a scambiarci quattro chiacchiere. Quest’obiettivo contraddistingue la ronda dagli altri gruppi di volontari che ogni sera calcano le vie del centro e la stazione di Bologna distribuendo cibo ai bisognosi.
Tutto il cibo che distribuiamo o ci viene donato, (per esempio il pane viene un po’ da una mensa di una scuola elementare e un po’ da un forno, mentre le paste dolci provengono da un bar) o lo compriamo, come la pasta e il companatico (salumi e formaggio) o come i piatti, le posate, i bicchieri e i tovaglioli. I vestiti e le coperte sono dismessi da noi, dalle nostre famiglie, dai nostri amici o dagli amici degli amici.

COSA FANNO I VOLONTARI?
Spesso i volontari vengono per conoscere la realtà e troppo spesso dopo un paio di volte non vengono più. Ma chi resta e prende a cuore questo progetto ne diventa partecipe ed ognuno contribuisce come può: qualcuno prepara il the, qualcun altro la pasta, altri si occupano di comprare il companatico o le stoviglie di plastica, altri ancora si occupano di passare dal forno e dal bar per prendere il cibo. Tutti parliamo e ci confrontiamo coi senzatetto, ci divertiamo con loro, a volte qualcuno porta una chitarra e così si balla e si canta tutti assieme. Cerchiamo per quanto è nelle nostre capacità di instaurare dei legami con loro, di non fargli dimenticare che prima di essere un senzatetto, un tossicodipendente o un disoccupato sono persone con dei pregi e con dei difetti, come tutti noi. Il fatto di non avere una casa, un lavoro o una famiglia non è un motivo per non avere amici, conoscenti o persone con cui confrontarsi, con cui parlare, discutere, arrabbiarsi e qualche volta riconciliarsi. Vorremmo nel nostro piccolo colmare quel senso di solitudine che caratterizza ogni emarginato. Ovviamente cerchiamo col cibo e coi vestiti di soddisfare le loro esigenze primarie, ma il fulcro del nostro operato è la persona.

COSA SI FA ALLA RONDA?
Ci si ritrova tutti i Lunedì in via dei Mille verso le 21:30, ma già verso le 21:20 si vede un folto gruppo di persone che chiacchierano in attesa dell’arrivo della pasta o del the. Una volta che è arrivata la pasta, si incomincia distribuendo un piatto, più o meno abbondante a seconda del numero di persone, a ciascuno. Finita la pasta, si incomincia a tagliare i panini che vengono riempiti sul momento e distribuiti in maniera equa, per quanto ci è possibile. Dati i panini, si distribuisce il dolce. Spesso la mensa della scuola ci fornisce la frutta avanzata e così distribuiamo anche quella. Finito di mangiare, se abbiamo indumenti o coperte li smistiamo a chi ne ha più bisogno o a chi ce ne ha fatto richiesta. Il tutto avviene per strada, sotto ad un portico, senza tavoli ne sedia.
Non è sempre stata così la Ronda…tanto tempo fa si girava per le vie del centro per terminare in stazione centrale, poi per alcuni anni siamo stati fissi in stazione centrale e solo alcuni di noi facevano un giro per il centro. Ma come detto prima, la Ronda è sempre in continua evoluzione, sempre in ascolto delle esigenze delle persone, sia di chi ne usufruisce sia dei volontari.